I silenzi di Federer
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Letto da:
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Francesco Giorgino
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Di:
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André Scala
A proposito di questo titolo
Scrive Scala: "I colpi che Federer gioca sembrano allo stesso tempo sopraggiungere e sopraggiungergli. Gioca meglio a tennis perché gioca meglio il tennis. Sembra posseduto da una preoccupazione cosmica, l'avversario è portato a pensare che stia meditando su qualcosa di ben più importante di quello che sta avvenendo in campo. Federer dà costantemente l'impressione - tra due colpi, due scambi, il cambio di campo - di guardare oltre le tribune, di avere lo sguardo perso nel vuoto, di non vedere niente, di pensare senza curarsi del match, di pensare tutt'altro che al diritto appena sbagliato o riuscito. I suoi movimenti fluidi, eleganti, che producono un'impressione di facilità, lasciano altresì credere di tendere ad altro che alla disputa del punto".
Una scrittura penetrante quella di Scala valorizzata dall'interpretazione di Francesco Giorgino, un giornalista fra i più apprezzati, ma anche uno studioso di comunicazione e di scienze sociali, oltre che esperto di tennis. Un'interpretazione capace di schiudere nella prospettiva semantica il ricorso da parte di Scala a significanti verbali evocativi, a tratti allegorici, finalizzati a concettualizzare con costanza il gioco di Federer, il suo stare in campo, il senso di appartenenza ad un sistema in cui si fondono e confondono performance e comportamento.©2011 La Différence (P)2016 Volume srl
Recensioni della critica
C'è chi dice che il tennis è una vera filosofia e Federer è il suo Kant.
-- Antonio Gnoli, Il venerdì di Repubblica
L'analisi, condotta attraverso una serie di brevi capitoletti dalle intuizioni folgoranti, si allarga allo spettacolo sportivo e allo stesso concetto di narrare lo sport, chiamando in causa Umberto Eco e Yannick Noah, Borg e Pasolini, Jimmy Connors e Glenn Gould, Rod Laver e Bertolt Brecht, Dino Buzzati, René Descartes.
-- Michele Lauro, Panorama.it
Già il titolo colpisce, perché di sua maestà Roger è stato raccontato praticamente tutto tranne i silenzi, specialità da filosofi come il francese Andrè Scala. Mettetevi comodi, qua il tennis è estetica sublime e il gesto quasi cartesiano.
-- Sportweek
Per quanto riguarda Re Roger, probabilmente è vero che fino al 2016 non ha avuto bisogno di un coach, ma solo di un preparatore atletico, ma dal 2017 in poi servendosi di Ljubicic ha ripreso il tetto del mondo ATP. Proprio grazie ad un coach, e non come detto in buona parte del libro, in maniera solitaria, ha sorpassato la sua grande crisi di risultati che l’avevano portato ad essere numero 4 su 4 dei Fab Four
Purtroppo nei libri di sport capita…
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Poesia
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