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L'Italia spensierata

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L'Italia spensierata

Di: Francesco Piccolo
Letto da: Francesco Piccolo
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A proposito di questo titolo

Un viaggio tragicomico nei luoghi e nei riti del divertimento italiano.

"Ci sono cose che non fareste mai. Così dite: né ora né mai. Affollare uno studio televisivo con i fan di Baudo, per esempio. Sgomitare in autogrill durante l'esodo delle vacanze. Mettersi in coda per il giro della morte sulle montagne russe. Affrontare il pigia pigia per il film di Natale, ma anche per la Notte Bianca. E poi succede che vi ritrovate dentro le cose che non fareste mai. A tutti, prima o poi, succede. È il momento in cui ci si chiede se ci si sente un po' stupidi. E la risposta è: no. La risposta è: sì. Ma questo sì è comprensivo e caloroso, suggerisce un diritto a essere un po' stupidi qualche volta nella vita. E a lasciarsi andare."

©2007 Francesco Piccolo (P)2019 Emons Italia S.r.l.

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li sto ascoltando tutti i libri di Piccolo, ormai sono una fan! lo consiglio assolutamente

adorabile

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posso spoilerare che Francesco Piccolo è Elena Ferrante? comunque sempre magnifico e come scrive e come legge!

è bello

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l'autore,e anche lettore, racconta aneddoti e esperienze. è piacevole e scorre veloce. per staccare un po'

vita vissuta

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Ma questo libero è di Francesco Piccolo o di David Foster Wallace???
Abbastanza scorrevole, grottesco e durante realista come non mai...bravo

iTALIA

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Francesco Piccolo si avventura in quello che potrebbe sembrare un esperimento sociologico: prende quattro situazioni che tipicamente piacciono all'italiano medio e vi si cala fin sopra i capelli, per mettere alla prova il suo essere intellettuale, colto e snob di fronte a cotanti intrattenimenti di massa e verificare se, anche in un uomo come lui, alla fine possano far breccia.
No, la partecipazione come pubblico in studio a Domenica In, una giornata passata in Autogrill, la visione del film "Natale a Miami" con Boldi e De Sica, e due giorni intensivi a Mirabilandia non fanno breccia anzi risultano terrificanti.
Il massimo della tortura è il capitolo sul film di Boldi e De Sica: è allucinante.
Ci propina, anzi, ci infligge la descrizione, la cronaca, lo stillicidio millimetrico di ogni fase di cui è costituita la pellicola. Perché fa così? Non si stufa anche lui a scrivere quella roba? Ti spaccheresti la testa contro lo spigolo del libro piuttosto che proseguire, ma vai avanti e a un certo punto quelle domande trovano soluzione e il coraggio d'aver resistito viene ripagato da una spiegazione "alta": una chiave di volta offertaci dall'autore che legittima, scomodando Tolstoj, la noia a cui ci sottopone. Succede che a un certo punto anche Piccolo seduto in sala, nervoso e insofferente, non ne può più del film, del becero messaggio che veicola e della mentalità che rappresenta... Ma ci dice:
- sono abbastanza sicuro che anche voi avete la mia stessa sensazione: BASTA! Io non me ne sono andato; voi, se volete, potete passare al capitolo successivo. Solo vorrei ricordarvi che è sbagliato perché si perde l'identificazione tra il personaggio che sono io e il lettore che siete voi. Anche Tolstoj ci ha costretto a leggere decine e decine di pagine dopo che Anna Karenina ha strappato l'appuntamento con Vronskij, chiunque ha avuto voglia di saltare quelle pagine ma non saltarle ci ha permesso di provare la stessa insofferenza che provava Anna Karenina per tutto ciò che succedeva prima dell'appuntamento. Quindi se continuate proverete la stessa agitazione che ho provato io attorcigliandomi nel posto H18. -
Ecco, niente meno.
Quindi fatto questo ascetico esercizio d'identificazione, siccome ve l'ho raccontato io facciamo così: voi non sprecherete il tempo a leggere o ascoltare questo freak di libro, ma lo impiegherete a guardare i bei film di cui Francesco Piccolo è sceneggiatore. Tutto di guadagnato.

Misurarsi con l'italiano medio

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