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L'albero della fortuna

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L'albero della fortuna

Di: Carmine Abate
Letto da: Rocco Tedeschi
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A proposito di questo titolo

Succede ogni estate, a fine giugno. Inizia il tempo dei bottafichi, i fioroni. Il momento più bello dell'anno: un'esplosione di sapori, profumi, calore. I bottafichi sono una passione quasi ossessiva per Carminù, che tutte le mattine, finita la scuola, lotta contro quelle 'strunze' delle 'grisce' ― le ghiandaie ― per aggiudicarsi i frutti migliori. Insieme a lui Mario e Vittorio, i suoi inseparabili amici d'infanzia. Li unisce un legame purissimo, fatto di corse in giro per la campagna a rubare frutta e uova, di partite a calcio, di segreti condivisi. Sono compari, si sono cioè scambiati a vicenda un garofano rosso in segno di eterna amicizia.

Un'estate felice e spensierata sembra attendere Carminù, le cui notti sono, però, tormentate da un incubo. Un incubo che ha vissuto realmente anni prima, quando suo padre era partito per la Germania, e che ora non vuole rivivere più. In quei giorni, Carminù comincia a frequentare il novantenne 'nuni' Argenti, ritornato a Spillace dopo una vita da emigrato. Quest'uomo solitario, intriso di malinconia e sapienza, darà a Carminù le chiavi per decifrare un mondo che, a quell'età, si va facendo sempre più ingarbugliato e gli racconterà perché il tanto amato fico è l'albero della fortuna.

In una Calabria dal sapore agrodolce, tra la pasta al forno e le polpette dell'adorata mamma, i capelli biondi di Rosalba, l'ammirazione sconfinata per un padre con cui condivide gli stessi occhi, "così profondi che si mangiano il mondo", Carminù si prepara ad affrontare le grandi prove che io porteranno verso l'età adulta.

©2019 Grandi & Associati S.r.l. (P)2022 Audible Studios
Narrativa di genere Narrativa letteraria Romanzo di formazione

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Se vi è piaciuto il "Cercatore di luce" ( e se non lo avete ascoltato, fatelo al più presto), in questo racconto ritroverete tutta l 'autenticità della poetica di Carmine Abate. C'è un ragazzino, un nonno, l'amore per la natura, la denuncia sociale contro una modernità che non porta sviluppo ma deturpazione dell'ambiente, c'è l'amarezza della migrazione e l'amore per le proprie radici. La Calabria descritta da Abate mi ha ricordato quella raccontata da Mimmo Cangemi ne "La signora di Ellis Island". un piccolo gioiello

Un concentrato della poetica di Abate

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Bellissimo. Scorre veloce ed è pieno di spunti interessanti trattando tematiche complesse e attuali come l’emigrazione e la deforestazione.

Toccante

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Trama poco coinvolgente, non mi ha lasciato nulla. Buona la lettura ma di poco spessore il contenuto

Un racconto un po’noioso

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

... che ha seguito la sua vocazione di ragazzino per di entrare scrittore e regalarci questo racconto così vero e così pieno di speranza

grazie all'autore...

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Breve romanzo autobiografico, con uno sguardo tenero e nostalgico alla sua infanzia e adolescenza nella periferia della periferia. Gradevole e ben scritto.
Ottima la lettura.

Delizioso come i fichi

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