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Shirley

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Shirley

Di: Charlotte Brontë
Letto da: Silvia Cecchini
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A proposito di questo titolo

Shirley è un "romanzo sociale" del 1849 pubblicato dopo il primo fortunato romanzo della stessa autrice, Jane Eyre (che peraltro era stato pubblicato, come questo, sotto lo pseudonimo di Currer Bell). Il romanzo è ambientato nello Yorkshire negli anni 1811-1812 e tratta della depressine industriale dovuta alla guerra Napoleonica, con la conseguente reazione operaia sfociante nel luddismo. Ciò nonostante non manca l’intreccio di relazione, e le due protagoniste femminili, alle prese con ciò che la società imponeva alla donna in quel periodo, sono, ancor più che Jane Eyre, portatrice dei germi dell’emancipazione femminile.

Mentre Charlotte stava scrivendo questo romanzo, morirono tre dei suoi fratelli, fra cui la sorella Emily, autrice di Cime Tempestose, e l’unica sorella rimastale, Anne. Si ritiene che il personaggio di Caroline si basi sulla sorella Anne e che la scrittrice, che aveva inizialmente progettato di far morire quel personaggio, ne cambiò poi le vicende, dopo la reale morte della sorella. L’altra protagonista femminile, Shirley (nome che solo dopo questo romanzo divenne un nome femminile; prima era considerato un nome maschile), è ispirato all’altra sorella, Emily, o meglio "a quella che Emily sarebbe potuta essere se fosse nata in una famiglia ricca".

Il Personaggio di Mrs Pryor è ispirato alla direttrice della scuola che Charlotte frequentò, prima come allieva, poi come insegnante. Cornice musicale: Totentanz, di Liszt.

©2013 Silvia Cecchini (P)2013 Silvia Cecchini
Età della Reggenza inglese Narrativa di genere Narrativa femminile Narrativa storica Storico Vita familiare

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Tutte le stelle
Più rilevanti
l' autrice mostra apertura di mente ,e penetrazione psicologica originali. Lettura non sempre comprensibile a chi ascolta , nella distinzione dei personaggi in dialogo

piacevole e sorprendente

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+ Mi è piaciuta la ricchezza delle parole scelte dall’autrice nelle sue descrizioni. Aiuta ad ampliare il vocabolario. - Molto meno il francese sgangherato dalla lettrice.

Altri tempi

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la lettura non facilita il procedere del libro
non si nega una dizione esemplare, ma non c'è interpretazione e così si tende a perdere il filo sui personaggi
l'ho sentito come una predica infinita, tirando un sospiro di sollievo giungendo alla fine

omelia

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Se Jane Eyre è stato almeno gradevole qui ho fatto molta fatica a terminarlo. Non credo leggerò altro dell'autrice. La lettura sarebbe stata migliore con un po' più di espressione, ogni tanto nei dialoghi non capivo chi parlasse. E andrebbe revisionato l'editing per eliminare gli errori e le musiche tra i capitoli che tolgono immersività all'ascolto.

Ancora una volta preferisco le altre due Brontë

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CB è nota fondamentalmente per Jane Eyre. E c'è un perché. Questo romanzo sembra meno ispirato, più programmatico, più ragionato quindi meno coinvolgente. Ed è in parte così. Restano però la prosa elegante, la sagacia e l'ironia. Restano due eroine che se per noi sono moderne, ai lettori del tempo dovevano sembrare sconcertanti o quasi. Restano la descrizione poetica della campagna inglese e la vivida cronaca su cosa fu il luddismo, primo sforzo di opposizione alla supremazia delle macchine. Insomma va ascoltato. Lettura ottima.

Shirley

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