Pianosa - L'isola del diavolo copertina

Pianosa - L'isola del diavolo

Pianosa - L'isola del diavolo

Di: Radio 24
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A proposito di questo titolo

Pianosa è un puntino al largo dell'Elba, uno scoglio piatto nel mar Tirreno che fin dall'antichità è stato un altrove dove mandare chi era sgradito. La figlia di una vittima del terrorismo ci arriva per turismo e rimane affascinata dal contrasto tra un luogo che dal punto di vista del paesaggio sembra un paradiso e la sua storia: per 150 anni Pianosa è stata un carcere, colonia penale agricola e poi carcere di massima sicurezza dove sono stati rinchiusi i più pericolosi brigatisti negli anni di piombo e, dopo le stragi di Falcone e Borsellino, la cupola di Cosa Nostra. Il podcast è un viaggio tra le storie del passato e del presente di Pianosa, storie che intrecciano la storia d'Italia e che portano a una riflessione profonda sul senso della pena.

Silvia Giralucci si addentra nella zona carceraria, dove le sezioni sono rimaste in un tempo sospeso dal 1998 quando, improvvisamente, il carcere venne chiuso e l'isola abbandonata .Si trova davanti alla sezione Agrippa, dove sono stati rinchiusi anche alcuni degli assassini di suo padre, e attraverso il racconto di Franco Bonisoli, uno degli autori del rapimento di Aldo Moro, si interroga sul carcere duro e su che cosa possa portare i terroristi ad assumersi la responsabilità dei reati commessi. Nel viaggio, nel tempo e nello spazio, incontra Gaetano Murana, condannato per la strage di Paolo Borsellino, detenuto per 18 anni, di cui 16 al 41 bis la maggior parte a Pianosa, prima di essere riconosciuto completamente innocente e vittima di depistaggi; i detenuti in semilibertà che abitano l'isola oggi lavorando con i turisti, e i due agenti di polizia penitenziaria Claudio Cuboni e Michele Comune che da trent'anni vivono questo posto sperduto come due eremiti.


Ideato, scritto e curato da Silvia Giralucci

Sound design di Luigi Speciale

Responsabile di produzione Guido Scotti

Coordinamento editoriale di Alessandra Scaglioni

Si ringrazia: Ornella Favero, Benedetta Tobagi, Grazia De Sensi, il ministero della Giustizia, la casa di reclusione di Porto Azzurro, la cooperativa Arnera.

2008 Radio 24 Il Sole 24 ore
Politica e governo
  • 5. Pianosa oggi, una speranza ma per pochi
    Jul 14 2021

    Pianosa oggi è un gioiello del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, un paradiso per i turisti in visita giornaliera o ospiti dell'hotel Milena, l'unica struttura turistica dell'isola, con appena 12 stanze. Ma un po' di carcere c'è ancora: un piccolo gruppo di detenuti collabora alla manutenzione dell'isola, lavora nell'azienda agricola sorta in quello era il pollaio più grande d'Europa, e lavora al ristorante e al bar con i turisti. È un modo di dare senso alla pena che potrebbe diventare un modello per far uscire i detenuti dal carcere migliori di come ci sono entrati. "Non buonismo, ma qualcosa che ci conviene", dice Silvia Giralucci che racconta le storie di due di questi detenuti e della responsabile della cooperativa Arnera sull'isola, Annamaria Funghi.


    Interviste a: Claudio Cuboni, Manai Anoir, Romeo Gafon, Annamaria Funghi

    Si ringrazia: Ornella Favero, Benedetta Tobagi, Grazia De Sensi, il ministero della Giustizia, la casa di reclusione di Porto Azzurro, la cooperativa Arnera

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  • 4. La diaspora
    Jul 13 2021

    Il fascino di Pianosa oggi, oltre che per la sua natura incontaminata, nasce dal fatto che si presenta come una Pompei dei nostri giorni. Nel giugno del 1998, infatti, i detenuti della Colonia penale e gli abitanti del paesino dei civili, gli agenti, le loro mogli, i figli, le persone che con loro lavoravano sono improvvisamente costrette ad andare via. Lasciano i letti sfatti, le pentole sui fornelli, le dispense piene. Perché tanta fretta? Che cosa era successo? Attraverso le testimonianze di chi c'era e dei due agenti di Polizia penitenziaria arrivati a Pianosa nel 1994 che ancora oggi vivono sull'isola, Silvia Giralucci ricostruisce la diaspora di Pianosa.


    Interviste a: Gaetano Murana, Giuseppe Mazzei Braschi, Michele Comune, Claudio Cuboni, Andrea Giusti

    Si ringrazia: Ornella Favero, Benedetta Tobagi, Grazia De Sensi, il ministero della Giustizia, la casa di reclusione di Porto Azzurro, la cooperativa Arnera

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  • 3. Sono stato all'inferno. Innocente
    Jul 12 2021

    Tra la primavera e l'estate del 1992 l'Italia affronta l'emergenza delle stragi di mafia. Due bombe uccidono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La Stato risponde con un giro di vite nella detenzione dei boss che vengono trasferiti in carceri speciali. Una di queste è la sezione Agrippa a Pianosa, un carcere nel carcere, al centro dell'isola, al centro di molte polemiche per le condizioni disumane di detenzione in regime di "41 bis", la forma la detenzione più dura. Una risposta necessaria? Un'operazione di facciata? Un modo per indurre collaborazioni?

    Gaetano Murana viene arrestato sulla base delle dichiarazioni di un sedicente "pentito" detenuto a Pianosa e condannato all'ergastolo per la strage di Paolo Borsellino. Dopo 18 anni di carcere, di cui 16 al 41 bis, in parte a Pianosa, tra botte e sputi, si scopre che è innocente, completamente innocente e che quel collaboratore si era inventato tutto per uscire dell'inferno di Pianosa. Le ferite, i legami tra politica e criminalità organizzata, i depistaggi, la mancata assunzione di responsabilità quando a sbagliare è lo Stato.


    Interviste a: Gaetano Murana, Rosalba Di Gregorio

    Si ringrazia: Ornella Favero, Benedetta Tobagi, Grazia De Sensi, il ministero della Giustizia, la casa di reclusione di Porto Azzurro, la cooperativa Arnera

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