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Io è morto, un diario rosso piombo

Il lato inesplorato 1

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Io è morto, un diario rosso piombo

Di: Duilio Parietti
Letto da: Duilio Parietti
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A proposito di questo titolo

Quando Danilo Chiesa riapre gli occhi, per la prima volta dopo la propria dipartita, sa perfettamente di essere morto, quello che non sa è dove si trova. Curioso, perché Danilo non si è mai perso.

Seduto su un letto, studia la stanza: niente porte, niente finestre, solo una sedia bianca e due sedie. Nemmeno il tempo di formulare un pensiero, che di fronte a lui compaiono due loschi figuri per affidargli un compito: redigere la propria biografia e discutere poi con loro di ogni capitolo. La ragione? Facilitare la decisione in merito a quello che sarà il suo destino. È indubbiamente una strana richiesta ma, a quanto pare, Danilo non ha alternative. Inizia così a scrivere di sé e a rivivere il proprio passato, diventando spettatore di sé stesso. Il racconto inizia nel 1975, anno della maturità e della svolta, quando fugge da casa e si rifugia a Radio Break, emittente portavoce della sinistra giovanile milanese. A Radio Break, Danilo si avvicina al fondatore, Gino Borghi, scopre il valore dell'amicizia grazie a Bruno e si innamora di Margherita. L'esperienza a Radio Break segna il punto di rottura con la sua precedente vita, e trasforma un vago desiderio in ferrea volontà: una rivoluzione sta per investire l'Italia e lui vuole esserne parte.

Racconta degli anni Settanta, della sinistra, delle manifestazioni, della lotta e della paura. Racconta dell'impegno e del momento della resa. Racconta del fallimento e dell'abbandono.

Un Danilo maturo osserva la propria giovinezza, gli errori e i tradimenti. Lo fa col senno di poi, con una consapevolezza che a tratti gli dà le vertigini.

Ogni giorno, dopo aver messo un punto alla fine del nuovo capitolo, si ritrova di fronte i due strani individui che lo incalzano con domande e indiscrezioni: perché? I fatti sono tutti là, che bisogno c'è di tormentarlo? La verità è che ai due "giudici" i fatti non interessano, sanno già tutto. Vogliono conoscere le sue emozioni e sondare la sua coscienza, vogliono sapere cosa ha provato quando ha lasciato la casa e la famiglia, quando Margherita se n'è andata, quando Bruno l'ha accusato di averlo tradito; come si è sentito quando è entrato nelle militanze di sinistra, quando ha sparato per la prima volta e quando ha ucciso per l'ultima; e cosa gli è rimasto ancora di quel capitolo cui non è riuscito a mettere un punto.

È questa la vera tortura per Danilo, la scoperta di non aver dimenticato nulla e che, per quanto sepolti, i sensi di colpa possono tornare in superficie con crudeltà imprevedibile. Danilo è umano, abituato a ragionare in maniera dicotomica, le cose sono o giuste o sbagliate, non considera le vie di mezzo, non valuta le prospettive, non sa comprendere il punto di vista degli altri. La sua umanità lo limita: il corpo ostacola la mente.

Alla fine di questo penoso e desolante percorso i due giudici emettono il loro verdetto...

©2021 Duilio Parietti (P)2021 Duilio Parietti
Narrativa di genere Realismo magico

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Ho vissuto alla quasi stessa età del protagonista lo stesso periodo storico. È stato un rivivere quel periodo, quindi do un parere positivo al libro; non so se un giovane di oggi lo può apprezzare.
Ho trovato un po’ fastidiosa la voce dei giudici (ma forse era proprio quello l’intento di renderla sgradevole a Danilo)

Per me positivo ma….

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Danilo Chiesa, il protagonista di questo romanzo, ci conduce nel periodo dei cosiddetti “anni di piombo”. Il suo è un racconto freddo e lucido sul suo percorso che lo condurrà ad abbracciare la lotta armata.

Al momento della sua dipartita si trova al cospetto di due strani ed enigmatici personaggi che lo costringono a scrivere la sua storia. Al termine di ogni capitolo, il giorno Danilo dopo dovrà discuterne con loro, sviscerando stati d’animo, emozioni e sensi di colpa.

Un calvario al termine del quale i due giudici emetteranno la loro “sentenza”.

Emozionante come un giallo, crudo, profondo, con un finale destabilizzante. Un romanzo che non scorderò facilmente.

Lettore, che poi è anche lo scrittore: superbo!

Coinvolgente e appassionante

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Che bella scrittura: fluida, pungente e coinvolgente, ma soprattutto che bel libro!!! La storia si snoda su due piani: il racconto in prima persona del protagonista e le successive pressanti domande dei ‘giudici’, attraverso cui emergono emozioni, stati d’animo e sensi di colpa dell’ex terrorista. E poi il finale, che da solo meriterebbe 6 stelle. Perfetta, coinvolgente e professionale anche la lettura. Grazie Audible

Sorprendente!

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La lettura di “Io è morto, un diario rosso piombo” mi ha proiettato indietro negli anni: quelli della mia adolescenza, delle manifestazioni di piazza, del terrorismo e delle tante vittime che ha provocato.

Ho trovato “geniale” l’idea dei due giudici che interrogano il protagonista, mettendolo al muro e costringendolo a fare i conti con i mostri del passato e i suoi sensi di colpa.

Assolutamente consigliato!

Anche la voce del lettore è da cinque stelle

Consigliato

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Un’amica che l’aveva letto su carta me l’ha consigliato. Che dire: sono stata proiettata negli anni della mia adolescenza. Leggendo il romanzo ho rivissuto quegli anni terribili, pieni di violenza ma anche di tanta energia, positività e creatività. L’artificio dei due giudici l’ho trovato l’ho trovato semplicemente geniale. In questo modo l’autore ha potuto, oltre che raccontare i fatti, in parte reali e in altri di fantasia, scavare nell’animo del protagonista…. Il finale poi… ma non aggiungo altro.
Anche la lettura mi ha convinto.

Una vera sorpresa

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