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Omoo
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Alberto Onofrietti
A proposito di questo titolo
Omoo è il secondo romanzo di Melville; è un libro pieno di umorismo, ma anche una favola allegorica sull’incontro e lo scontro fra la civiltà e il mondo incantato delle isole polinesiane.
Racconta di una baleniera sgangherata comandata da un capitano incapace, di una ciurma di personaggi squinternati, di ammutinamenti, incarcerazioni, incontri, amicizie e battibecchi con isolani e missionari di ogni genere. Sullo sfondo, la vita di bianchi e indigeni nei Mari del Sud.
Questo audiolibro è stato realizzato in collaborazione con Edizioni Clichy.
Herman Melville (1819 – 1891) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario statunitense.
I primi romanzi, narrazioni di avventure nei Mari del Sud, conobbero un notevole successo, facendolo diventare uno dei più conosciuti e apprezzati autori di storie marinaresche. La sua popolarità declinò dopo la pubblicazione di "Moby Dick" (1851), nonostante fosse stato accolto con favore dai recensori inglesi. Alla sua morte, Melville era quasi completamente dimenticato. "Moby Dick", da molti ritenuto il suo capolavoro, fu riscoperto solo nel 1921 e oggi è considerato una delle opere fondamentali della letteratura mondiale.
©2022 SAGA Egmont (P)2022 SAGA EgmontCosa pensano gli ascoltatori di Omoo
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Generale
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Lettura
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Storia
- Massimo V
- 09/02/2024
Atmosfere melvilliane
Marinai, isole polinesiane, indigeni, tutto si fonde creando l’atmosfera che ci si aspetta da Melville … ma non è Moby Dick
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Generale
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Lettura
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Storia
- Adriano Marra
- 04/03/2024
Vacuo, inutile
Recensire la narrativa dei tempi passati è ovviamente problematico visto l'enorme cambio di contesto dal passato al presente e l'evoluzione che le tecniche narrative hanno avuto nell'ultimo secolo. Tuttavia, ritengo che il libro sia da valutare in virtù della sua fruibilità per i lettori di oggi, e come tale deve essere giudicato. Difficile dire se la trama sia bella o brutta, poiché il libro ne è completamente privo. Sequenze autoconclusive vuote, inutili, nessuna evoluzione dei personaggi, né del protagonista/narratore, che a sua volta non è niente di più che un guscio vuoto. L'autore non ha alcuna capacita di far affezionare o provare empatia nei confronti dei personaggi, che sono tutti fortemente dimenticabili (infatti, a lettura terminata ricordo a stento dell'esistenza del protagonista e del suo compagno, il "dottore"). È chiaro, piuttosto, che tutto sia solo un pretesto per parlare della cultura delle popolazioni polinesiane. Vien da chiedersi, allora, perché qualcuno dovrebbe documentarsi tramite letteratura di questo tipo piuttosto che attingere da un sapere più propriamente documentaristico/enciclopedico. In aggiunta, il lettore non può avere alcuna cognizione della veridicità e in quale dose di quanto riferito durante la narrazione, col risultato che pure l'intento "documentaristico" ne viene compromesso. Dello spirito avventuroso e umoristico di cui si parla nella descrizione non ce n'è nemmeno l'ombra, e mi spingo a dire che la descrizione è ampiamente ingannevole. La recitazione è buona.
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